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IMU

Se il proprietario dell’abitazione principale, con contratto di locazione regolarmente registrato, dà in affitto due stanze, l’immobile, ai fini IMU, può ancora essere considerato nel suo insieme come l’abitazione principale del contribuente?

Agli effetti dell’IMU quella che è l’abitazione principale viene definita come “l’unità immobiliare nella quale il soggetto passivo ed il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente” . Da ciò consegue che, nel caso in cui l’uso prevalente rimanga quello di abitazione principale l’eventuale locazione di una porzione della stessa non dovrebbe di per sé comportare la perdita delle agevolazioni che il legislatore ha previsto ai fini IMU (ma, peraltro, anche IRPEF).

Secondo una circolare del 18 maggio 2012 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nel caso in cui l’abitazione principale sia stata “parzialmente locata” l’immobile in discussione al tempo stesso risulta essere immobile non locato per la parte che viene adibita ad abitazione principale del proprietario ivi residente ed immobile locato per la rimanente. In tal caso il MEF ha ritenuto, sulla falsariga delle scelte interpretative già operate ai fini IRPEF fin dal 31 dicembre 2011, “che debba applicarsi la sola IMU nel caso in cui l’importo della rendita catastale rivalutata del 5% risulti maggiore del canone annuo di locazione (abbattuto della riduzione spettante ovvero considerato nel suo intero ammontare nel caso di esercizio dell’opzione per la cedolare secca). Sono, invece, dovute sia l’IMU che l’IRPEF nel caso in cui l’importo del canone di locazione (abbattuto della riduzione spettante ovvero considerato nel suo intero ammontare nel caso di esercizio dell’opzione per la cedolare secca) sia di ammontare superiore alla rendita catastale rivalutata del 5%”. E pertanto:

nel caso in cui l’importo della rendita catastale rivalutata del 5% risulti essere maggiore del canone annuo di locazione (abbattuto della riduzione spettante ovvero considerato nel suo intero ammontare nel caso di esercizio dell’opzione per la cedolare secca) si deve applicare la sola IMU;
nel caso invece che l’importo del canone di locazione (abbattuto della riduzione spettante ovvero considerato nel suo intero ammontare nel caso di esercizio dell’opzione per la cedolare secca) sia di ammontare superiore alla rendita catastale rivalutata del 5% sono dovute sia l’IMU che l’IRPEF.
Si consideri che, ai fini dell’esenzione IMU, per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Pertanto allo stato delle cose risulta essere esente da IMU il possesso dell’abitazione principale nei termini che sono stati più sopra indicati. La norma riportata non esclude la qualifica di abitazione principale (ai fini IMU) nel caso di locazione parziale della stessa, sempre che il proprietario continui a dimorare abitualmente e risiedere anagraficamente nell’immobile in questione.